Il viaggio in Svezia di Alessandro Bichi

Diario di viaggio di Alessandro Bichi

Sebbene sul finire del XVII secolo fosse già in uso per i giovani esponenti delle famiglie nobili di mezza Europa attendere alla propria formazione attraverso un gran-tour, ossia un viaggio di istruzione, il caso del diario di viaggio di Alessandro Bichi Ruspoli si profila come particolare, poiché ci troviamo in presenza di un assiduo viaggiatore e compilatore di diari di viaggio. Fra quelli che si sono conservati, uno narra del viaggio in cui Alessandro, fra il 1695 e il 1697, con lo zio Lorenzo Piccolomini d’Aragona e la di lui moglie, Anna Vittoria Kolowrat, si spinse dall’Austria e dalla Germania fino in Polonia e poi in Boemia e quindi a nord fino in Danimarca e Svezia.

Alessandro di Metello Bichi poi Bichi Ruspoli era nato a Siena nel 1664 e compì i suoi viaggi nella prima parte della sua vita; dall’inizio del XVIII secolo e più compiutamente dal 1717, con la morte del fratello – il primogenito Galgano Bichi – spettò ad Alessandro il ruolo di capofamiglia e i conseguenti doveri politici in città.

Il resoconto della parte del viaggio che lo portò in Svezia, si apre con una dichiarazione d’intenti: “Trovato in Danzica imbarco per Stocholm, si risolse fare il viaggio di Svetia poco praticato dall’italiani per restar esso informato ocularmente di quelle remote parti del Nort”. In seguito il Bichi proseguì descrivendo non solo aspetti pratici e logistici del viaggio, ma anche aspetti relativi alla società e ai costumi del paese: al suo arrivo a Stoccolma ad esempio restò impressionato dal fatto che la barca che lo portò nella città era guidata da due donne. Il manoscritto è corredato da disegni di supporto al racconto, dove il Bichi illustra a inchiostro oggetti, macchine, edifici che suscitano il suo interesse.

Il manoscritto con il resoconto del viaggio che impegnò il Bichi per due anni è conservato nel fondo Bichi Ruspoli Forteguerri, nr. 332. Egli annotava tutto su un taccuino durante il viaggio (nr. 332), ripromettendosi di “distenderlo poi giunto che si sarà al luogo determinato”. Una parte di questo taccuino andò perduta in Polonia, a causa del rovesciamento della barca che lo stava trasportando. Alla stesura del taccuino ha fatto dunque seguito una prima stesura della “Relazione” (conservata sempre nell’unità nr. 332), in forma di minuta, rispetto alla seconda versione della “Relazione”, redatta in parte quando era già rientrato a Siena (nr. 334). Questa versione fu poi ricopiata all’inizio del XVIII secolo, da un copista incaricato dal Bichi stesso il quale inserì di suo pugno solo alcune correzioni, ed è conservata alla Biblioteca nazionale di Parigi (Ms. Ital. 431).

Il Viaggio in Svezia è edito in:
Alessandro Bichi. Il Viaggio in Svezia (1696), edizione critica e introduzione a cura di Anu Raunio, Turku 2015 [Quaderni di Settentrione, 4 – Pubblicazioni di lingua e cultura italiana, 23].

I.M.